Dove nascono le intolleranze

Dove nascono le intolleranze

Tutto ha origine dalla mucosa intestinale, luogo di contatto tra il mondo esterno, rappresentato dagli alimenti ingeriti, ed il mondo interno, costituito dal flusso sanguigno e dai nutrienti che vi circolano. Oltre alla nota funzione digestiva, l’intestino è implicato anche nel ruolo di difesa dell’organismo, comportandosi come un filtro selettivo capace di discriminare ciò che è utile da ciò che è dannoso e deve essere scartato.

Tale difesa si realizza per tre ragioni fondamentali:

1) la presenza di flora batterica,

2) la barriera selettiva costituita delle cellule della mucosa,

3) l’esistenza di un sistema linfatico associato alla mucosa, sede di un’efficiente risposta immunitaria. Una ricchissima schiera di batteri residenti “buoni” abita nella mucosa intestinale e compete per spazio e nutrienti con i microrganismi patogeni, impedendone l’adesione e la proliferazione. Inoltre, la flora batterica produce sostanze difensive (batteriocine) utili a tutto l’organismo ed elabora importantissimi enzimi digestivi. Ma c’è di più: l’epitelio della mucosa, esteso per 300 mq, è il filtro difensivo più importante dell’organismo.

E’ formato da cellule (enterociti) saldamente adese le une alle altre, grazie a delle strutture dette “giunzioni serrate”, che creano una vera e propria barriera selettiva in grado di bloccare l’ingresso delle sostanze che sfrutta gli spazi intercellulari e consentendo il passaggio solo attraverso le cellule stesse, mediante specifici trasportatori. Intessuta nell’epitelio, per intervenire immediatamente all’erroneo ingresso di sostanze non idonee, vi è una fitta rete di vere e proprie cellule difensive appartenenti al GALT (dall’inglese Gut Associated Lymphoid Tissue), il sistema immunocompetente associato alla mucosa intestinale, che si attivano al contatto con la sostanza estranea, dando vita alla risposta infiammatoria.

Se la mucosa intestinale rimane integra in tutti i suoi aspetti fondamentali (flora microbica, epitelio, giunzioni serrate e GALT) l’organismo è protetto dall’ingresso di sostanze dannose; in caso contrario possono crearsi le condizioni per l’insorgenza di intolleranze alimentari. Errato stile di vita e scorretta alimentazione alterano nel tempo l’integrità della mucosa intestinale facendo venir meno la sua capacità di barriera selettiva: è così che si crea il presupposto per l’insorgenza dell’intolleranza alimentare.

Molti sono i fattori coinvolti, unico il risultato: le giunzioni tra le cellule si lassano, le maglie del filtro si allargano e così viene lasciato libero il passaggio a particelle di cibo non completamente digerite, a tossine, a patogeni…che fanno il loro indesiderato ingresso nell’organismo; questa è quella che viene definita “sindrome dell’intestino gocciolante” (dall’inglese leaky gut syndrom). All’origine vi è sempre la compromissione della flora batterica residente; qualunque fattore ne alteri l’equilibrio può aprire dei “varchi” nella barriera che permettono il passaggio di sostanze e lo sviluppo di intolleranze .

Ecco che allora, già nell’infanzia, un mancato o insufficiente allattamento al seno, o errori nel corso dello svezzamento, bastano per determinare sin dall’inizio un “terreno” fragile. All’alterazione della flora microbica concorrono: abuso di farmaci (antiulcera, lassativi, antinfiammatori e, primi fra tutti, antibiotici); errato stile di vita alimentare accompagnato dall’assunzione di cibi oggi sempre più ricchi di additivi chimici e pesticidi; presenza diffusa di metalli pesanti; stress; candidosi sistemica, un’infezione causata da un fungo (la candida) che diventa aggressivo, invadendo la mucosa e penetrando nella barriera intestinale, proprio quando l’azione difensiva della microflora viene meno.

Questi fattori, e molti ancora, alterano l’integrità difensiva e filtrante della mucosa, distruggono la flora, favorendo l’insediamento e l’aggressione dei microrganismi patogeni e incidono negativamente sulla produzione di enzimi digestivi; la mucosa intestinale, sempre più simile ad un “colabrodo”, permette così anche alle sostanze dannose (macromolecole alimentari comprese) di passare indisturbate.

FONTE prodecopharma.com