CHE FARE QUANDO IL DESIDERIO DI DOLCI DIVENTA UN PROBLEMA?

Se un piccolo peccato di gola può essere considerato un comfort food, capace di ricaricarci in un momento di cedimento e regalarci nuovo slancio per affrontare le sfide quotidiane, la ricerca continua di dolci può trasformarsi in un vero disturbo compulsivo, in cui il cibo finisce con acquisire la connotazione di consolazione, di ricompensa, nel tentativo di colmare un vuoto emotivo e perdere la connotazione di nutrimento che dovrebbe avere.

Un primo passo per riportare equilibrio potrebbe essere quello di riorganizzare i pasti, soprattutto colazione e pranzo, in cui:

  • mantenere una adeguata ma mai abbondante quota di carboidrati complessi scegliendo alimenti a basso indice glicemico che abbiano subìto poche trasformazioni

  • consumare senza eccessiva parsimonia grassi da condimento che conferiscono sazietà più a lungo

  • concludere con una piccola porzione di frutta.

In questo modo la voglia di dolce “fisiologica” può essere già soddisfatta, con il vantaggio di smorzare l’impatto glicemico che la frutta avrebbe se fosse invece consumata da sola come spuntino.

Se poi il desiderio si fa davvero irresistibile, scegliamo il male minore e puntiamo sul cioccolato fondente: il connubio tra dolce e amaro si presta magicamente per cedere alla tentazione senza correre troppo il rischio di pericolose ricadute. E il buonumore ringrazia!

FONTE pegaso.eu